L' Azienda

La Zicofer s.r.l. inizia la sua attività nel campo del recupero dei materiali ferrosi e non e dell'autodemolizione nel 1982 per volontà di Zizzi Pietro e Coccioli Lucia, affiancati in seguito dai figli e dal genero. Da allora, guardando sempre da vicino e con attenzione alle nuove tecnologie, la società si è evoluta espandendosi sino alla configurazione attuale che conta una superficie totale di 10.000 mq, di cui ben 3000 coperti, non è mai cambiato però lo spirito dell'azienda costruito sulla professionalità, sulle competenze e sulla capacità di guardare al futuro con dinamismo.

come lavoriamo

La Zicofer s.r.l. conta su un impianto di stoccaggio e di trattamento di materiali ferrosi e non ferrosi, derivanti dagli scarti di lavorazione industriale e della rottamazione di veicoli fuori uso, all'avanaguardia sia nel rispetto dell'ambiente che di sicurezza degli operatori. Questi, per svolgere la loro attività, utilizzano sistemi ed attrezzature tali che possano garantire un elevato grado di sicurezza dal punto di vista del rischio di contatto con prodotti potenzialmente pericolosi sia per la loro incolumità sia per scongiurare la contaminazione del sottosuolo per eventuali versamenti.  L'obiettivo è infatti quello di sviluppare un processo operativo che, investendo in infrastrutture tecnologiche, idonee attrezzature e risorse umane competenti, sia in grado di ridurre al minimo l'impatto provocato dall'attività garantendo che il recupero del materiale e lo smaltimento avvenga senza pericolo per l'ambiente nell'ottica di favorire il reimpiego, il riciclaggio ed il recupero delle componenti metalliche e non metalliche e delle materie  derivant dai veicoli fuori uso. Parallelamente, sono attive procedure per gestire in maniera sicura tutto ciò che non è recuperabile come, ad esempio,  i fluidi contenuti nel veicolo (benzina, gasolio, olio esausto, olio cambio, olio idraulico, liquido lavavetri, antigelo, liquido freni) conservandoli in appositi contenutori di stoccaggio  per poi essere inviati a smaltitori specializzati. I nostri clienti sono oltre che privati per quanto riguarda l'autodemolizione, ditte come officine e tornerie meccaniche, autoriparatori, imprese edili, idraulici, ed in generale quelle attività che producono nelle loro lavorazioni scarti di materiale ferroso e non.

certificazioni

L'elevato e crescente interesse nei confronti delle tematiche ambientali si traduce in prescrizioni di carattere normativo e legislativo che, nascendo dall'esigenza di tutelare l'ambiente e la salute umana, condizionano inevitabilmente l'attività ed il modo di operare di tutte le attività produttive. L'International Organization for Standardization (ISO, un organismo avente il compito di emanare norme riconosciute a livello internazionale) ha standardizzato la norma ISO 14001 che certifica il rispetto delle normtive ambientali da parte dell'azienda; il riconoscimento e la visibilità dei reali impegni per l'ambiente sono verificabili da un ente certificatore che rende una testimonianza mediante la emissione del certificato di conformità alla ISO 14001.  La certificazione ambientale ISO 14001 è una norma volontaria: la Zicofer s.r.l. ha voluto raggiungere questo importante obiettivo con il certificato n.4-0023 confermando la propria filosofia di innovazione sostenibile per l'ambiente integrando l'aspetto ambientale nelle proprie strategie produttive, con lo scopo principale di ridurre i rischi di inquinamento legati ad una cattiva gestione ambientale e per eliminare probabilità di incorrere in sanzioni per il mancato rispetto di disposizioni cogenti, per creare una partecipazione  attiva alla difesa dell'ambiente e aumentare l'efficienza dei processi. La norma prevede di presentare e mantenere un Sistema di gestione Ambientale e consente di presentare gli impegni assunti, non più come una dichiarazione di intenzioni ma, con un riferimento più oggettivo, secondo uno schema volontario riconosciuto a livello internazionale che si traduce nel miglioramento dell'efficienza nell'impiego delle risorse con conseguente risparmio di materie prime ed energia, riduzione dei rischi ed incidenti e riduzione degli scarti dei rifiuti.

Nel lontano 1979 quando nacque il premio "Italia che lavora" il Comitato Ordinatore si prefiggeva alcuni scopi molto  ambiziosi: creare un "marchio ombrello" per le piccole e medie imprese, realizzare grandi convegni in cui discutere dei loro problemi, incontri con gli esponenti del mondo economico e politico per sensibilizzarli sui problemi reali e proporre soluzioni. In poche parole si trattava di mettere a disposizione di questa categoria mezzi e professionalità che di solito sono appannaggio delle grandi imprese. Eppure questi grandi obiettivi sono stati raggiunti brillantemente , oggi il prestigioso marchio "Italia che lavora" è adottato da oltre 25.000 imprese italiane che lo affiancano al proprio nome per promuovere la loro attività. Non si tratta di un punto di arrivo ma di partenza e per promuovere l'immagine più giusta di una categoria che è l'asse portante della nostra economia. Questo riconoscimento è destinato ad incoraggiare la difficile opera degli uomini e delle aziende che attraverso il loro lavoro contribuiscono alla difesa della nostra economia.

Tanti amici, un grande premio 
(estratto dell'articolo comparso sulla testata Euronews n. 12 anno 2004 Edizione Speciale)  

autodemolizione

Molti, accompagnando la propria vecchia e cara automobile verso l'ultimo viaggio, pensano che dietro al semplice gesto non ci sia granché se non quelle lande desolate piene di polvere e di carcasse di auto arrugginite di cui forse l'immaginario collettivo è ancora pieno. Attualmente, però, le cose sono cambiate. E molto. In realtà l'automobile inizia un nuovo viaggio decisamente articolato in cui intervengono persone esperte e, soprattutto, tanto lavoro. Inizialmente, il veicolo viene bonificato cioè privato di tutti i liquidi dannosi ed inquinanti come benzina, olio esausto, olio cambio, olio idraulico, liquido lavavetri, antigelo, liquido freni. Vengono quindi rimosse e selezionate tutte le parti asportabili. Quelle sfruttabili come ricambi usati vengono cerniti ed accumulati per tipologia di materiale (ad esempio i radiatori, privati delle parti in plastica, sono completamente in alluminio).  La scocca risultante viene quindi trasportata a ditte specializzate dove, per mezzo di speciali mulini, avviene un'ulteriore suddivisione dei materiali. Ciò che rimane viene infine trasferito nelle acciaierie dove con la fusione viene riutilizzato il materiale ferroso rimanente. Insomma, il viaggio è appena cominiciato !